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Definizione dello scenario obiettivo (2050) e calcolo del Mobility gap

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I quesiti affrontati nello Step 3 sono i seguenti:

  • Qual è la ripartizione modale ottimale (Optimal share), coerente con le caratteristiche specifiche dell’area urbana considerata, da adottare come obiettivo della pianificazione della mobilità per lo scenario al 2050?
  • Qual è il divario (Mobility gap) tra le condizioni attuali (Scenario 0) e lo scenario obiettivo?

Dall’elaborazione degli indicatori di “propensione” (inclusi i tre macro-set di indicatori spaziali e i due indicatori “scomposizione della popolazione per fasce d’età” e “scomposizione degli spostamenti giornalieri per fasce di distanza”), si ottiene una distribuzione ottimale degli spostamenti tra mobilità dolce, trasporto pubblico e mobilità individuale motorizzata “sostenibile”. Questa distribuzione riflette le caratteristiche territoriali specifiche, la composizione demografica e le esigenze di mobilità dell’insediamento: l’Optimal share, che può essere assunto come riferimento per lo scenario obiettivo (2050).

La differenza tra le quote modali dell’Optimal share e dell’attuale ripartizione modale (Modal share) per i tre macro-gruppi di opzioni modali fornisce il Mobility gap da colmare per ciascuno di essi. In altre parole, essa quantifica la percentuale di spostamenti effettuati con veicoli privati (auto + moto) da riassegnare — attraverso misure push e pull — alla mobilità dolce e al trasporto pubblico, nonché la quota residua e non sostituibile di mobilità urbana privata da rendere sostenibile attraverso miglioramenti tecnologici o cambiamenti nei modelli di utilizzo.

 

Schema del processo per definire l’Optimal Share e il mobility gap rispetto al Modal share attuale

Ultimo aggiornamento

10.06.2026

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