Il primo fondamentale step della metodologia UV2030-50 si distacca nettamente dagli approcci tradizionali di pianificazione dei trasporti. Invece di applicare modelli teorici standardizzati, il sistema parte dall'assunto che ogni città possieda un proprio "DNA" spaziale e demografico che favorisce o ostacola determinate modalità di spostamento. (“Un approccio place-based, combinando misure oggettive e conoscenza approfondita del tessuto urbano, permette di identificare scenari realistici”).
Analisi delle variabili spaziali e morfologiche:
Per comprendere questo DNA, il territorio viene analizzato attraverso un sistema di indicatori innovativi sviluppati ad hoc, supportati da un uso euristico dei Sistemi Informativi Geografici (GIS). Il tessuto urbano viene suddiviso tramite una griglia spaziale e analizzato in base alla configurazione della sua rete stradale (grafo stradale). Vengono prese in esame specifiche determinanti strutturali:
Analisi delle variabili demografiche:
La forma della città si intreccia con le caratteristiche di chi la abita. Vengono mappate la composizione della popolazione per fasce d'età e la distribuzione territoriale dei residenti, poiché segmenti anagrafici diversi presentano necessità e propensioni di mobilità profondamente differenti.
Il risultato dello Step 1
Incrociando queste metriche, la metodologia restituisce un indice che definisce la propensione strutturale di quel preciso territorio verso interventi di mobilità dolce (soft mobility), trasporto pubblico o mobilità privata sostenibile. Questo calcolo garantisce che le soluzioni suggerite successivamente siano (“calibrate sulle caratteristiche specifiche di quel contesto”), evitando di proporre strategie inefficaci o incompatibili con l'identità fisica dell'insediamento.
Ultimo aggiornamento
03.05.2026